I messaggi chiave

Si beve perché piacciono le sensazioni  date dall’alcol. Se si beve, infatti, si crede di essere più forti, più sicuri, loquaci e disinibiti. Ma non ci si rende conto che quello che sta avvenendo non è reale. Il corpo si sta intossicando e ben presto non basterà più un bicchiere per vivere quelle sensazioni di euforia. Si vorrà sempre più alcol per sentirsi più “felici”. Se si ha meno di 16 anni è importante sapere che bere alcolici è molto rischioso per la salute. L’organismo di un giovane adolescente non è in grado di digerire l’alcol in maniera corretta, poiché è sprovvisto del giusto corredo enzimatico utile alla scomposizione e alla metabolizzazione dell’etanolo, causa di effetti negativi sul Sistema Nervoso Centrale.
Bisogna essere coscienti che i danni al cervello possono essere notevoli: mancanza di coordinamento dei movimenti, ridotta lucidità mentale, perdita di memoria, difficoltà a recepire la luce e i suoni. Si potrebbe anche arrivare a perdere la coscienza, fino al coma etilico. Il cervello a quella età è un organismo che si deve formare ancora per essere equiparato a quello di un adulto. Bevendo si potrebbero indurre dei problemi di apprendimento e naturalmente di blocco della crescita.
I possibili effetti collaterali si possono estendere anche al cuore, all’apparato digerente e ad altri organi. L’alcol è la causa di oltre 70 malattie, tra cui il cancro.
Se si inizia a bere da molto giovane, il rischio di diventare alcol dipendente dopo i 21 anni è quattro volte maggiore rispetto a chi inizia dopo i 20 anni.
Anche legge non permette la somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni nei locali pubblici, nei bar e nelle discoteche. Chi vende sostanze alcoliche a questa fascia di età sta trasgredendo la legge e per tanto punibile.
Se si hanno amici che: mentono sulle quantità di alcol che bevono, sono spesso depressi o in stato confusionale a causa dell’alcol,  non si ricordano quello che hanno fatto mentre erano ubriachi, si ubriacano spesso, bisogna cercare di incitarli a smettere e chiedere l’intervento di un adulto di cui ci si fida.